secondavisione: (Default)
Titolo: Api e fiori
Fandom: Heroes
Personaggio: Angela Petrelli
Prompt: 056. Colazione @ [livejournal.com profile] fanfic100_ita
Rating: G
Conteggio Parole: 200 (W), doppio drabble
Note: Ambientata nel passato, riferimenti alla prima serie. Solita speculazione.
Tabella: qui


"Allora. Vogliamo parlare di questo bambino?"

Quale bambino? vorrebbe rispondere Nathan. Invece rimane in silenzio, il muffin incastrato tra la gola e lo stomaco. Lentamente, allunga una mano verso il centro del tavolo e fa per versarsi un po’ di caffè.

"Sarai d’accordo con me nel ritenere questa situazione decisamente… inopportuna."

Anche quando discute, soprattutto quando discute, Angela Petrelli sceglie le parole con estrema cura.

La mano di Nathan ripete il tragitto al contrario. Niente caffè. E se qualche goccia cadesse sulla tovaglia pulita?

"Non so come... Insomma, sono sempre stato attento e..."

"Non abbastanza, evidentemente," lo interrompe lei. "Devo spiegarti di nuovo la storia delle api e dei fiori?"

Mai, mai cercare giustificazioni con la mamma. Peggiorano solo le cose.

"No, grazie. Magari raccontala a Peter, ormai è grande abbastanza. Meglio pensare a una soluzione."

Angela lo guarda negli occhi, in attesa.

"Rapida, possibilmente," aggiunge riempiendole la tazza. "Cambiare pannolini non era previsto. Non a breve, almeno."

"Bene. Molto bene. Hai qualche idea? La ragazza sembra disposta a collaborare."

"Preferisco lasciarti il campo libero, mamma. In queste cose sei molto più brava di me."

Angela Petrelli anniusce e avvicina la tazza alle labbra.

A Nathan sembra quasi che sorrida.

secondavisione: (Default)
Titolo: [Heroes] C’era una volta un uomo che sapeva volare
Autore: [livejournal.com profile] secondavisione
Fandom: Heroes
Personaggi: Nathan Petrelli
Rating: G
Conteggio Parole: Doppio Drabble, 200 (W)
Note: Tra la prima e la seconda stagione. Il titolo parafrasa l’inizio di Vitamorte, celebre storia di Claremont-Windsor Smith ("Gli Incredibili X-Men" 12, ed. Star Comics). Mi pareva molto adeguato al contesto...


Beve molto Nathan Petrelli, sepolto in questa casa fredda e silenziosa. Beve dalla bottiglia ogni giorno, ogni notte, e l’alcol si mescola al sangue fino a corromperlo più di quanto non sia già.

Di giorno cammina per ore, cercando di tenere lontani i pensieri che l’inseguono. Solo, osserva la gente passare e intanto butta giù un altro sorso, in cerca di un calore che non arriva mai.

Gesti ormai meccanici, il liquido trasparente che scende in gola e la vita che prova a trascinarsi, un passo dopo l’altro.

Di notte i piedi nervosi tracciano il perimetro della stanza, centimetro dopo centimetro sul tappeto mangiato dalle tarme, mentre parla a un viso che si nasconde tra le ombre, a una voce che gli sussurra all'orecchio parole sempre più lontane e ancora più preziose.

E quando finalmente collassa sul letto, in questa effimera tregua Nathan Petrelli sogna di volare.

Al risveglio, quasi sempre, ha la barba impastata di lacrime e una domanda ferma sulle labbra.

Allunga il braccio e cerca la bottiglia, e il primo sorso è per la risposta, il secondo per allontanare il dolore e il terzo per non cedere alla paura.

Al quarto, Nathan Petrelli è già volato via.